Lino Jannuzzi

Lo sbirro e lo Stato
prefazione di Stefania Craxi

Collana "Storia e storie"
pp. 192

ISBN 978-88-87509-86-1

Prezzo Euro 14,00

 

GLI AUTORI
Lino Jannuzzi
giornalista da cinquant'anni. è autore di alcune delle più clamorose inchieste degli anni sessanta, settanta e ottanta, come quelle sul Sifar e sul golpe del generale De Lorenzo, sui processi a Enzo Tortora, al primo Presidente della Corte di Cassazione Corrado Carnevale, a Giulio Andreotti, al generale dei Carabinieri Mario Mori e al capitano"Ultimo".
Ha scritto per L'Espresso, ha diretto Radio Radicale, TeleRoma '56, Tempo Illustrato, Il Giornale di Napoli, Il Velino e Linoonline. Scrive per Il Giornale, Il Foglio, Panorama. I suoi libri: Così parlò Buscetta, Il Processo del secolo, Lettere di un condannato. Ha sceneggiato: LucKy Luciano e Cadaveri eccellenti, tratto dal libro di Leonardo Sciascia Il contesto, per la regia di Francesco Rosi. E' stato senatore della Repubblica per tre legislature, deputato al Parlamento europeo, membro del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale..

Stravolgente libro-inchiesta sulla sottile perfidia del potere
Il caso Bruno Contrada: quindici anni di persecuzioni e di processi basati soltanto sulle calunnie dei "pentiti", senza riscontri e senza prove.
Oggi i mafiosi sono liberi e Bruno Contrada sta morendo in galera.
" La gestione dei pentiti nel nostro Paese è una cosa abnorme, fuori luogo, che ha dato adito a distorsioni terribili... "
Lo sbirro e lo Stato "getta luce sulle inquietanti vicende e responsabilità che sono alla base del processo Contrada" Stefania Craxi
L'Autore, ricostruisce con abilità quindici anni di guerra della Procura di Palermo contro i carabinieri: le persecuzioni contro il maresciallo Antonino Lombardo, che si è suicidato, contro il tenente Carmelo Canale, che fu il principale collaboratore del giudice Paolo Borsellino, contro il capitano Giuseppe De Donno, l¹uomo di fiducia di Giovanni Falcone, contro il maggiore Mario Obinu, che si recò negli Stati Uniti per interrogare il boss Gaetano Badalamenti, contro il colonnello Carlo Giovanni Meli, collaboratore della commissione parlamentare antimafia, contro il generale Mario Mori e il capitano Sergio De Caprio, il leggendario "capitano Ultimo", che hanno catturato il capo della mafia Totò Riina