Antonio Pelle

Nato a San Luca

Formato 15 x 21, pp 144

Prezzo Euro 13,00
978 88 89828 08 3

GLI AUTORI
Antonio Pelle. Nato a San Luca, Aspromonte orientale- Locride- Calabria. Il padre lo voleva "avvocato" ma lui preferì la scuola professionale. Appassionato della ristorazione, dopo mille peripezie, arrivato in Germania, dove attualmente vive e che ha eletto a sua seconda patria, a Duisburg, ha realizzato il suo sogno costruendo uno stupendo albergo il Landhaus Milzer, dove hanno soggiornato il Principe Alberto di Monaco e nel 2006 la Nazionale di Marcello Lippi.
Antonio Pelle è un uomo di successo ma su di lui pesa un dato anagrafico: essere nato a San Luca in Calabria.

Una coinvolgente storia di vita sulla speranza e sull’impotenza di fronte ai pregiudizi.
La storia di un selfmade man e al contempo una dichiarazione d’amore all'Italia e alla Germania.

«Toni ha sempre la risposta pronta e se si tratta di scherzare non si tira indietro. Quando io e Simone mangiavamo da lui, spesso mi prendeva in giro facendo il verso a un mio famoso spot pubblicitario.
Per rifarmi gli dicevo che era riuscito a portare la nazionale italiana nel suo albergo ai Mondiali solo grazie al suo legame mafioso con il calabrese Gattuso. Ci ho messo un po’ a capire dove sta il confine fra lo scherzo e l’offesa. Ed è probabile che con Toni qualche volta l’abbia superato. Adesso lui si difende e racconta la sua storia. Vale la pena leggerla.»
Rudi Assauer
direttore sportivo dello Schalke 04 fino al 2006

Una volta un detenuto mi ha detto: «Ma dopo tanti anni non ho diritto a essere dimenticato anch’io?». Quella frase mi ha fatto molto riflettere, ho capito che può esserci un diritto all’oblio. Anche Antonio Pelle ha un diritto: sfidare i luoghi comuni, rivendicare la sua personalità e andare fiero di essere nato in un paese dell'Aspromonte, di averlo lasciato da giovane e di aver trovato una grande casa in Germania, dove ha creato l’albergo che ha portato fortuna all’Italia durante i Mondiali di Calcio. A volte i diritti, per essere compresi, hanno bisogno di molte pagine, come quelle di un libro simpatico e avvincente, un nuovo ponte che collega lingue e culture diverse. Se ne sentiva la mancanza.
Piero Colaprico
inviato de “La Repubblica”