| Una coinvolgente
storia di vita sulla speranza e sull’impotenza di fronte ai pregiudizi.
La storia di un selfmade man e al contempo una dichiarazione d’amore
all'Italia e alla Germania.
«Toni
ha sempre la risposta pronta e se si tratta di scherzare non si tira indietro.
Quando io e Simone mangiavamo da lui, spesso mi prendeva in giro facendo
il verso a un mio famoso spot pubblicitario.
Per rifarmi gli dicevo che era riuscito a portare la nazionale italiana
nel suo albergo ai Mondiali solo grazie al suo legame mafioso con il calabrese
Gattuso. Ci ho messo un po’ a capire dove sta il confine fra lo
scherzo e l’offesa. Ed è probabile che con Toni qualche volta
l’abbia superato. Adesso lui si difende e racconta la sua storia.
Vale la pena leggerla.»
Rudi Assauer
direttore sportivo dello Schalke 04 fino al 2006
Una volta
un detenuto mi ha detto: «Ma dopo tanti anni non ho diritto a essere
dimenticato anch’io?». Quella frase mi ha fatto molto riflettere,
ho capito che può esserci un diritto all’oblio. Anche Antonio
Pelle ha un diritto: sfidare i luoghi comuni, rivendicare la sua personalità
e andare fiero di essere nato in un paese dell'Aspromonte, di averlo lasciato
da giovane e di aver trovato una grande casa in Germania, dove ha creato
l’albergo che ha portato fortuna all’Italia durante i Mondiali
di Calcio. A volte i diritti, per essere compresi, hanno bisogno di molte
pagine, come quelle di un libro simpatico e avvincente, un nuovo ponte
che collega lingue e culture diverse. Se ne sentiva la mancanza.
Piero Colaprico
inviato de “La Repubblica”
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